Patologie

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che oggi nel mondo vivano 450 milioni di persone affette da disturbi mentali o neurologici o da problemi psicosociali.
I disturbi mentali costituiscono un importante problema per l’elevata frequenza nella popolazione generale in tutte le classi d’età e gruppi sociali e per le conseguenti menomazioni del funzionamento psico-sociale, che comportano difficoltà nelle attività della vita quotidiana, nel lavoro e nei rapporti interpersonali e familiari.
Con l'espressione salute mentale si fa riferimento ad una condizione in cui le funzioni mentali sono in un buono stato tale da garantire lo svolgimento di attività produttive, l'instaurarsi di relazioni sociali soddisfacenti, la capacità di adattamento ai cambiamenti e la capacità di fronteggiare le situazioni avverse.
Con l'espressione malattia mentale, invece, si fa riferimento all'insieme di quelle condizioni, i disturbi mentali, caratterizzate da alterazioni nei pensieri, nei comportamenti e/o nell'umore, accompagnate da sofferenza e, in alcuni casi da deterioramento delle funzioni mentali.
 I disturbi mentali rispecchiano cambiamenti fisici che avvengono nel cervello i quali, a loro volta, possono dare luogo ad altri cambiamenti fisici in altre parti del corpo. Esiste una vasta letteratura che documenta incontestabilmente come ci sia molto di "fisico" nei disturbi "mentali" e molto di "mentale" nei disturbi "fisici".
 A qualunque età, la salute mentale è fondamentale per il raggiungimento di livelli adeguati di apprendimento, di comunicazione con gli altri, di controllo delle emozioni, di elasticità nei comportamenti e di autostima
I disturbi mentali possono essere riconosciuti da significativi e improvvisi cambiamenti nella personalità, difficoltà ad affrontare i problemi e gli impegni della vita quotidiana, idee strane o grandiose, preoccupazioni eccessive, prolungata apatia, significativi cambiamenti nello stile alimentare o nei ritmi di sonno/veglia, oscillazioni molto marcate nel tono dell'umore, abuso di alcol e droghe, rabbia eccessiva, ostilità e comportamento violento, sono segnali che, nell'adulto, dovrebbero indurre a consultare uno specialista, in quanto indicano che con molta probabilità si è di fronte ad un problema mentale che richiede un trattamento. 
Di seguito verranno riportate le classificazioni di ciascun disturbo, la cui realizzazione è avvenuta per mezzo del DSM IV (Manuale Statistico Diagnostico dei Disordini Mentali, IV edizione). E' questo un manuale che viene utilizzato internazionalmente come un linguaggio comune di comunicazione di tutti coloro che lavorano in ambiti clinici, di ricerca, nel campo della salute mentale.
Ovviamente la semplice classificazione di un disturbo ottenuta con il solo ausilio di questo manuale, è riduttiva, perché rappresenterebbe una rigida descrizione dei sintomi e dei comportamenti, quando invece ogni caso va considerato nella sua singolarità.

 

 

Cause e trattamento dei disturbi mentali


Nonostante le numerose ricerche, non siamo ancora giunti ad una precisa definizione dell’eziopatogenesi delle malattie psichiche.

Accanite sono state (e sono) le discussioni fra coloro che si ispirano al modello biologico e coloro che sostengono, invece, il modello psicologico o quello sociale; secondo questi modelli, il comportamento, i pensieri e le emozioni (sia normali che patologici) sono il prodotto:

• delle strutture cerebrali e delle loro modalità di funzionamento, per cui le malattie psichiche sono da considerarsi "malattie del cervello" (modello biologico),

• dell’apprendimento, dello sviluppo e della storia dell’individuo nonché di dinamiche e di conflitti inconsci (modello psicologico),

• del contesto familiare e sociale in cui una persona vive, delle sue relazioni interpersonali e dell’elaborazione che ne ha fatto (modello sociale).

Fino ad oggi nessuno dei tre modelli ha fornito risposte risolutive: la cosa più evidente è che fattori biologici, psicologici e sociali interagiscono in varia misura nei diversi disturbi e nei singoli soggetti, con prevalenza ora dell’uno ed ora dell’altro fattore. La posizione più condivisa in ambito psichiatrico è perciò quella del cosiddetto "paradigma bio-psico-sociale" che rappresenta una sintesi dei tre modelli contrapposti.

Ciò che è indiscutibile (e che è stato ampiamente documentato) è che qualsiasi evento psichico e/o sociale provoca modificazioni biochimiche rilevabili a livello cerebrale e che alterazioni della struttura o del funzionamento cerebrale sono responsabili di problemi psicologici e sociali .


La multiformità dei disturbi mentali rende evidentemente necessario un accurato lavoro diagnostico per determinare all’interno di quale quadro psicopatologico possa essere collocata la sintomatologia presentata dal paziente. La diagnosi serve anche a stabilire l’indicazione per i trattamenti psicoterapeutici più opportuni: fra questi, la terapia psicofarmacologica e le diverse forme di psicoterapia, separatamente o in combinazione tra loro.