L’approccio cognitivo-interpersonale


L’approccio cognitivo-interpersonale nasce dalla sinergia e dall’integrazione dell’approccio cognitivo post-razionalista, riferibile all’opera di Vittorio Guidano, con la teoria interpersonale riconducibile al contributo di Lorna Benjamin.

Il termine post-razionalista sta ad indicare il superamento della posizione razionalista con la presa di distanza dalla possibilità di definire una realtà esterna, unica e stabile, capace di rivelarsi alla ragione e alla logica, come conoscenza oggettiva, indipendente dal soggetto che ne fa esperienza. Per Guidano non esiste una realtà, un universo valido per tutti, ma una realtà multiversa, costruita attivamente dall’osservatore, secondo regole che assicurino identità, unicità e continuità dell’individuo nelle sue esperienze nell’arco della vita.

La storia delle interazioni, e in particolare delle interazioni significative, definisce lo spazio in cui si costruisce e si articola il significato personale. E’ infatti grazie all’utilizzo della teoria dell’attaccamento che Guidano individua il cammino attraverso cui analizzare le modalità di reciprocità, i pattern emotivo-comportamentali, le modalità di sviluppo che consentono all’individuo di costruire la propria identità e la propria conoscenza, che per quanto detto, è sempre una auto-conoscenza. Questo processo di costruzione del sé (progressione ortogenetica), produce l’organizzazione di significato personale che si manifesta con un pattern, stabile e coerente, di attività cognitiva, emotiva e comportamentale.

Guidano ha individuato e descritto quattro organizzazioni di significato personale. Le Organizzazioni di Significato Personale sono intese come particolari configurazioni, individuate da caratteristici pattern emotivi ricorrenti e da uno specifico modo di leggere la propria esperienza interna e interpersonale. Esse sono così ravvisabili in tutti gli esseri umani, in pazienti così come in soggetti senza alcun disturbo. A distinguere il soggetto normale dall’individuo affetto da patologia è il modo in cui si declinano i temi specifici delle varie Organizzazioni: in modo articolato e integrato (oltre che flessibile ed evolutivo) nei soggetti normali; in modo poco articolato ma ancora integrato negli scompensi di tipo nevrotico o di tipo psicotico. Sono state finora distinte quattro principali configurazioni di organizzazione del significato personale: la “organizzazione tipo disturbi alimentari psicogeni (DAP)”, la “organizzazione fobica”, la “organizzazione ossessiva” e la “organizzazione depressiva”.

La reazione fra terapeuta e paziente occupa una posizione centrale, infatti sono possibili due tipi di intervento: a) metodi direttivi tradizionali della terapia cognitivo-comportamentale, che portano a cambiamenti superficiali; b) lavoro su materiale relativo ai modelli di attaccamento e alle rappresentazioni di sé e delle rappresentazioni oggettuali; questo tipo di lavoro diventa possibile solo se il paziente ha superato le preoccupazioni del livello sintomatico e si può permettere di lasciare emergere memorie, emozioni, fantasie, sogni e idee che sono espressioni simboliche delle rappresentazioni oggettuali e delle esperienze di fondo di attaccamento. Il terapeuta rappresenta in questo approccio uno “strumento di esplorazione”, in grado di favorire un processo esplorativo e di consapevolezza finalizzato a far emergere nel paziente nuovi livelli di comprensione. Pertanto, la relazione fra paziente e terapeuta non è finalizzata a scoraggiare i processi cognitivi disfunzionali, come nel cognitivismo tradizionale, ma assume un ruolo attivo nel favorire una riflessione soggettiva in grado di generare un cambiamento duraturo nel modo di “essere nel mondo” del paziente.

Il modello interpersonale di L. Benjamin fornisce un ulteriore contributo integrativo ai modelli cognitivi precedenti.

Il modello di descrizione del comportamento interpersonale, la SASB (Structural Analysis of Social Behavior, in italiano ASCI - Analisi strutturale del comportamento interpersonale), offre delle categorie di analisi del comportamento interpersonale ed intrapsichico, fornendo anche dei criteri per la valutazione delle situazioni e degli eventi della storia evolutiva del soggetto che hanno dato origine al comportamento problematico. Questo offre il vantaggio di costituire una base di confronto aperto con il paziente e di pianificazione di interventi tempestivi e mirati.

Tale teoria interpersonale spiega come le esperienze interpersonali della storia evolutiva hanno facilitato lo sviluppo di paure e speranze consce ed inconsce, e chiarisce come alcuni contesti, piuttosto che altri, elicitano tipiche configurazioni di comportamenti.

Il processo di intervento per modificare i pattern relazionali ed intrapsichici disfunzionali prende il nome di IRT (Interpersonal Reconstructive Therapy, in italiano TRI - Terapia Ricotruttiva Interpersonale). La TRI cerca di guidare il clinico nella scelta tra gli interventi usuali per affrontare più direttamente e coerentemente i desideri che stanno alla base dei problemi presentati, ossia la loro configurazione intrapsichica ed interpersonale. Questo processo si muove costantemente tra l’analisi del passato, alla ricerca di una maggiore consapevolezza delle motivazioni dei propri pattern disfunzionali, e la valutazione del presente, al fine di aiutare la persona a gestire i comportamenti problematici e ad apprenderne di nuovi e più funzionali.

L’integrazione del modello cognitivo con quello interpersonale ha lo scopo di offrire una equivalente importanza sia ai processi relazionali dell’individuo lungo tutta la sua storia evolutiva, sia alle sue modalità cognitive con le quali attivamente seleziona determinate informazioni dall’ambiente, inserendole in un ordine di significato che può rilevarsi più o meno funzionale o adattativo per la persona. Tutto questo tenendo conto del fatto che il funzionamento cognitivo di ogni individuo ha origine nelle esperienze relazionali che ognuno vive a partire dalla propria nascita. Proprio per questo la teoria dell’attaccamento si offre come un terreno comune tra i due modelli sopra descritti.